I rapporti annuali dell’Osservatorio “I Costi del Non Fare” studiano e quantificano gli effetti economici, sociali e ambientali della mancata o ritardata realizzazione di impianti e infrastrutture strategiche per l’Italia.

Attraverso una specifica metodologia, messa a punto dai ricercatori di Agici Finanza d’Impresa, in parte basata sulla Cost Benefit Analysis, viene monitorato lo sviluppo infrastrutturale nei settori dell’energia, dei rifiuti, della viabilità a pedaggio, delle ferrovie ad Alta Velocità e dell’idrico, in un arco temporale di 16 anni.

Inoltre, gli studi analizzano le cause dei blocchi che impediscono lo sviluppo del Paese ed formulano proposte che in taluni casi sono state riprese dal legislatore nazionale. Grazie all’analisi di numerosi casi e l’approfondimento di realtà distribuite in tutto il Paese, vengono avanzate proposte miranti a stimolare lo sviluppo infrastrutturale semplificando le procedure realizzative, riorganizzando i processi autorizzativi/realizzativi e ridefinendo i ruoli dei diversi soggetti che intervengono nei processi di realizzazione delle infrastrutture: le imprese, il sistema politico, la pubblica amministrazione, i soggetti finanziatori.

Gli studi

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Un Esempio: CNF 2009-2024

 

CNF DI SISTEMA

La metodologia per il calcolo dei CNF si basa sulla Analisi Costi Benefici (ACB). L’idea di fondo è che se la realizzazione di una infrastruttura genera dei benefici, la sua mancata attuazione produce dei costi pari alla mancata utilità.

La metodologia da noi messa a punto è composta dalle seguenti fasi:

  • Individuazione delle Policy di sviluppo settoriale
  • Determinazione del fabbisogno infrastrutturale di ogni settore
  • Analisi Costi Benefici di singole infrastrutture per ciascuna classe
  • Calcolo dei CNF di classe, di settore e di sistema

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Dalla nostra analisi emerge che il non fare le infrastrutture necessarie allo sviluppo dei settori considerati, nell’arco temporale 2009-2024, comporterebbe costi a carico della collettività pari a circa 384 miliardi di €.

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I CNF sono costi che la collettività potrebbe sostenere se nulla venisse fatto. Attraverso il monitoraggio del reale sviluppo infrastrutturale dei settori, controlliamo l’andamento dei Costi del Non Fare nel tempo per capire se li stiamo pagando, a causa dell’inerzia, oppure evitando, grazie alle realizzazioni di opere.

Per fare questo abbiamo definito una serie di indicatori di performance qui sotto evidenziati.

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Da questa analisi è emerso che nel biennio 2009-2010 le realizzazioni hanno permesso di conseguire un Beneficio dell’Aver Fatto di circa 32 miliardi di €. Tuttavia, le scarse o nulle realizzazioni in alcuni settori sono costate alla collettività circa 20 miliardi di €. La somma dei due effetti ha ridotto il CNF di sistema da 384 a 331 miliardi di €.

ENERGIA

Il settore elettrico, che comprende gli impianti di produzione termoelettrici, rinnovabili e nucleari, le reti di trasmissione elettrica e gli impianti di rigassificazione, ha evidenziato un CNF pari a circa 34 miliardi di €.

Per quanto riguarda gli impianti di produzione elettrica è emerso che non fare circa 40 GW addizionali necessari, entro il 2024, potrebbe generare un CNF di 12,4 miliardi di € (9,7 per gli impianti termoelettrici e nucleari e 2,7 per gli impianti rinnovabili). Per le classi impiantistiche degli elettrodotti e dei rigassificatori, si è stimato che non fare 5.500 km di nuove reti e un rigassifcatore da 7 G(m3) costerebbe al Paese ri-spettivamente 20 e 2 miliardi di €.

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Dal monitoraggio è emerso che il CNF complessivo del settore si è ridotto in modo consistente, passando da 33,9 a 27,9 miliardi di €, grazie a benefici per circa 4,8 miliardi di €. Questo soprattutto grazie ad un intenso sviluppo della rete elettrica. Tuttavia, l’inerzia che ha caratterizzato gli impianti di produzione e i rigassificatori ci è già costata 1,2 miliardi di €.

Centrali elettriche: l’andamento delle realizzazioni nel biennio 2009-2010

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Elettrodotti: l’andamento delle realizzazioni nel biennio 2009-2010

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RIFIUTI

Per il settore rifiuti abbiamo stimato che non fare 97 termovalorizzatori da 200 kton e 165 compostatori da 50 kton genererebbe un CNF di circa 24,7 miliardi di €, dei quali 21,4 miliardi per i termovalorizzatori e 3,3 miliardi per gli impianti di compostaggio.

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Nel complesso, le realizzazioni del biennio 2009-2010 hanno influito positivamente sui CNF che si sono ridotti da 24,7 a 21,6 miliardi di €, con un BAF di 2,3 miliardi di €. I costi già pagati nel biennio sono stati pari a circa 800 milioni di €.

Termovalorizzatori: l’andamento delle realizzazioni nel biennio 2009-2010

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AUTOSTRADE

In questo settore la mancata realizzazione di circa 1.700 km di autostrade e tangenziali a pedaggio pro-durrebbe un CNF complessivo al 2024 di 138,5 miliardi di €.

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Nel biennio 2009-2010 abbiamo valutato che il costo per il Paese di non aver costruito sufficienti infra-strutture autostradali è stato pari a circa 8,4 miliardi di €, Sono stati realizzati, infatti, appena 77 km. Ciò ha ridotto il CNF di settore da 138,5 a 121 miliardi di €.

Autostrade: l’andamento delle realizzazioni nel biennio 2009-2010

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FERROVIE

Il CNF del settore ferroviario è stato stimato in 157,4 miliardi di €. Di questi, 65,4 miliardi sono a causa della mancata realizzazione di 848 km di ferrovie AV e 92 miliardi, invece, per non aver fatto circa 700 km di ferrovie convenzionali.

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Dal monitoraggio del biennio 2009-2010 emerge un BAF pari a 15,8 miliardi di € grazie soprattutto alla realizzazione di tratte AV. Tuttavia, a causa dell’inerzia nelle ferrovie ordinarie, si evidenzia anche un consistente costo pari a circa 6 miliardi di €. Ciò riduce il CNF di settore da 157 a 135 miliardi di €.

Ferrovie AV/AC: l’andamento delle realizzazioni nel biennio 2009-2010

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SETTORE IDRICO

Nel settore idrico si evidenzia un CNF complessivo pari a 28,9 miliardi di € che potrebbe generarsi a causa della mancata sostituzione di 53.840 km di acquedotti e per la mancata realizzazione di impianti di depurazione in grado di servire circa 8 milioni di abitanti equivalenti.

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Nel biennio 2009-2010 il quadro delle realizzazioni non è particolarmente positivo. Le reti di acquedotto sostituite sono pari a circa 931 km, i depuratori messi a norma o costruiti ex-novo sono in grado di servire circa 360.000 A.E. Ciò ha comportato un costo pari a 3,1 miliardi di € e un BAF di soli 502 milioni di €. Il CNF di settore si è quindi ridotto passando da 28,9 a 25,3 miliardi di €

Depuratori: l’andamento delle realizzazioni nel biennio 2009-2010

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