L’Osservatorio su I Costi del Non Fare, fondato nel 2006 ha focalizzato l’attenzione sulla situazione italiana. Negli anni si sono posti in luce le cause delle difficoltà nella realizzazione delle infrastrutture e dei costi derivanti dai ritardi (Costi del Non Fare). Si sono inoltre avanzate proposte anche recepite dal legislatore.

Le competenze maturate, e anche il network internazionale creato, consentono oggi di estendere l’attenzione ai mercati mondiali delle infrastrutture, spesso in forte crescita, ove l’Italia gioca già un ruolo rilevante che però può ancora crescere.

Si delinea quindi una più ampia attività dell’Osservatorio che, tuttavia, non abbandona, ma per certi aspetti rafforza, la struttura “storica”.

Il progetto

È una linea di attività nell’ambito del rinnovato Osservatorio Internazionale sulle Infrastrutture e i Costi del Non Fare (CNF I2) che vuole identificare e sfruttare le opportunità di investimento a livello globale.

  • L’approccio. Massima attenzione allo sviluppo internazionale dell’economia italiana. Costruzione del quadro complessivo e, sulla base delle esigenze, focus su singoli Paesi/Regioni/settori per concrete strategie di ingresso
  • I settori considerati. Mobilità (strade, ferrovie, porti, aeroporti ecc.); Energia (gasdotti, elettrodotti, generazione tradizionale e rinnovabili, ecc.); Telecomunicazioni (banda larga, ecc.); Ambiente (infrastrutture idriche e per i rifiuti: reti, impianti, ecc.)

 

I destinatari

Soggetti interessati ad investire o ad operare nel mercato internazionale delle infrastrutture:

  • Operatori industriali e di servizi:  associazioni industriali; grandi imprese e PMI; utility; costruttori; società concessionarie; società di consulenza
  • Istituzioni finanziarie: banche commerciali; banche di sviluppo; fondi infrastrutturali; fondi di investimento; fondi pensione; assicurazioni
  • Policy maker e operatori pubblici:  Governi nazionali e regionali; enti pubblici rilevanti

 

Modus operandi

  1. Costruzione e aggiornamento database (anche aggregando criticamente fonti esistenti) nei Paesi, settori e progetti concordati con i partner (l’intelligence concerne anche operatori e policy di altre nazioni)
  2. Porre in evidenza le opportunità e le criticità esistenti nei settori/paesi scelti sviluppando una analisi critica
  3. Elaborare per singole imprese le modalità di sfruttamento delle opportunità e superamento delle criticità, identificando concreti canali/modalità di ingresso nei mercati target